Cristina Donati Meyer
ARTISTI PER GLI ANIMALI – Categorie: PITTORI
MILANO – Fin da piccola ho respirato aria di rispetto per l’ambiente e gli animali. Mia nonna a mia madre erano – sono ancora – attiviste animaliste e ambientaliste, mio zio pure. Quando ero piccola, in virtù di mascotte delle manifestazioni, mi rinchiudevano in gabbia o mi mettevano alla testa dei cortei, magari vestita da dalmata o da agnellino. Sono vegetariana da sempre e, ormai, praticamente vegana. Non so datare il fremito artistico e l’amore per la pittura che si sono impadroniti di me.
So per certo che la dimensione onirica dell’arte, della pittura, dei grandi maestri e delle grandi pittrici del passato e del presente (sono “innamorata” di Modì e di Frida Kalo), mi hanno molto aiutata e tutt’oggi mi aiutano a rifuggire una realtà costruita sulle brutture e che si alimenta di crudeltà, quasi sempre a discapito degli esseri più deboli. Sono riluttante ad adagiarmi e ad adeguarmi ai disvalori ricorrenti della nostra società, ad arrancare, a sgomitare per ottenere un “posto in luce”, anche per il solo tirare avanti. C’è chi, non adeguandosi alle regole scritte sotto dettato, della società dei consumi e dell’apparire, si marginalizza, chi impazzisce… io preferisco rifugiarmi nell’arte, nel sogno dei colori, delle materie naturali e degli animali.
Arte e Natura sposano egregiamente perché si fondano entrambi su cicli, valori, aliti nobili, alti, disinteressati. Hanno a che fare entrambi con il bello, con l’equilibrio, l’estetica, l’armonia. La natura sa essere crudele, certo, così anche gli artisti o la stessa arte che ne ha fatti impazzire e finire in manicomio o al patibolo o alla tomba non pochi.
Eppure, immersi nel cuore caldo di Madre Natura, avviluppati e protetti tra i suoi generosi seni, si vive così: accettandone i rischi.
Parallelamente, chi ha intuito e letto nel proprio spirito il tifone dell’arte, si lascia trascinare dal vento. Quel vento ti gonfia talmente le ali che ti innalza sopra le nubi, molto lontano dagli altri uomini. Quello stesso vento, con la sua forza, può anche schiantarti, in giovane età, sulle impietose rocce della vita.
“Meglio vivere un giorno da artista, respirando l’aria umida di rugiada del fieno nei campi, che ammutolire in terra tra gli uomini, divenendone una sbiadita fotocopia”. Inguaribili romantici? Visionari onirici? Si. Tutti gli artisti, quelli veri, lo sono. Come i Missionari.
La vita terrena è una sola, per questo occorre coraggio nel viverla, allontanandosi dalle greggi, senza timore di morire.
La tela, lo spazio artistico dell’installazione, rappresentano per me microcosmi, habitat naturali, alcove nelle quali dimoro e dormo serena. Fuori da quegli spazi sono, semplicemente, perduta!
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maggio 27th, 2010 at 11:22
Cara Cristina,
Le tue parole danno respiro e portano lontano la mente, le tue opere proiettano in dimensioni altre. Complimenti! Per la tua arte e per la tua vita, ambiziosa di cose belle e nobili, alte.
Il quadro della donna a cavallo ha una luce strana e particolare. Dove si trova?
Stefano
giugno 2nd, 2010 at 19:04
Grazie per le belle parole :))
Il quadro della donna a cavallo si trova ora nella casa del signore che l’ha acquistato tempo fa .
Ciao
Cristina